INTOLLERANZE ALIMENTARI
Al momento della nascita siamo tutti allergici e intolleranti, cioè reattivi a tutto. Attraverso l’allattamento e lo svezzamento, incontriamo gli alimenti in modo graduale. Così sviluppiamo la tolleranza immunitaria, cioè il controllo della reattività verso ciò che ci circonda. Si diventa allergici o intolleranti quando si perde il controllo attivo, che si era messo in atto fin dalla nascita (e in parte anche durante la vita fetale), per conquistare la tolleranza verso le sostanze che ci circondano, alimentari, respiratorie o ambientali che siano. Tutti quindi nasciamo allergici e intolleranti a tutto. E’ il controllo attivo che fa la differenza. L’individuo sano mantiene la tolleranza, chi la perde diventa allergico o intollerante. Allergie e intolleranze alimentari sfumano talvolta una nell’altra e si influenzano a vicenda. Entrambe, in modo diverso, contribuiscono all’infiammazione da cibo e si differenziano però per alcune caratteristiche specifiche.
Le intolleranze alimentari invece, esprimono per lo più una reazione lenta, determinata dall’intervento di cellule o anticorpi diversi dalle IgE (cellule Th intestinali), che insorge dopo ore o giorni di assunzione ripetuta della sostanza alimentare (o di contatto con un agente ambientale non necessariamente alimentare) verso la quale abbiamo una reattività: nell’organismo esistono infatti meccanismi di controllo che – in caso di intolleranza meglio che in caso di allergia – riescono a evitare lo scatenamento della reazione.
QUALI SONO I SINTOMI DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI?
La sintomatologia correlata con l’infiammazione da cibo è molto varia e le ricerche scientifiche relative alla infiammazione a bassa intensità, continuano a portare nuovi dati sull’effetto di questo tipo di infiammazione sulla salute
- Apparato gastrointestinale
Meteorismo, eruttazioni, diarrea, nausea, gastrite, reflusso gastroesofageo, epigastralgia, colite, sindrome del colon irritabile, dispepsia, sensazione di pesantezza, dolori addominali, malassorbimento, malattie infiammatorie intestinali, appetito ridotto o aumentato, crampi. - Sistema respiratorio
Riniti, sinusiti, bronchiti, asma, tosse, difficoltà di respirazione, tendenza a ripetere forme infettive, faringite o laringite, raucedine, poliposi nasale e sinusale, russamento (roncopatia), ostruzione nasale, olfatto ridotto o aumentato. - Cute
Eruzioni cutanee, eczema, orticaria, acne, dermatiti, prurito cutaneo, ritenzione idrica e linfedema, lesioni vasculitiche, eritema solare; il controllo delle intolleranze alimentari può essere di aiuto anche nella riduzione delle reazioni tipiche della psoriasi e della dermatite atopica. - Sistema nervoso
Cefalea ed emicrania, astenia, difficoltà di concentrazione, torpore mentale, sonnolenza, vertigini, affaticamento, sbalzi d’umore, sindrome da stanchezza cronica, alcune forme di insonnia, manifestazioni epilettiche con aura; in relazione a studi recenti che coinvolgono la neurochimica cerebrale, anche aspetti nevrotici, tendenza depressiva, ansia, iperattività e altri sintomi classica- mente neurologici oggi possono essere aiutati anche da un controllo alimentare. - Apparato genito-urinario
Cistiti, vaginiti, infezioni, sterilità, dismenorrea, candidosi, cistiti abatteriche (quelle in cui non sembra esserci alcun batterio responsabile), ripetizione di queste patologie, enuresi, mestruazioni abbondanti o dolorose o irregolari, endometriosi (in cui può essere concausale), supporto alla fecondazione assistita, controllo di alcune delle condizioni patologiche della gravidanza. - Sistema muscolare e articolare
Artrite reumatoide, mialgie, crampi, tendenza agli strappi, dolori articolari, artriti in genere, comprese quelle reattive e psoriasiche, spasmi, tremore, rigidità muscolare. - Metabolismo, diabete e obesità
È stato osservato che può esistere una relazione tra intolleranza agli alimenti e sovrappeso. Controllando l’assunzione degli alimenti non tollerati si può ottenere una riduzione dell’infiammazione indotta dagli alimenti, una riduzione dei radicali liberi e un miglioramento della sensibilità insulinica, con effetti a cascata sul metabolismo. - Altro
Edemi, gonfiore delle palpebre, del volto o delle gengive, congiuntiviti, infezioni ricorrenti, afte, difficoltà di deglutizione, ronzio auricolare, perdita di udito, aumentata sensibilità ai suoni, angina, palpitazioni, tachicardia, infiammazioni venose o arteriose, vasculiti, anemia, leucopenia, riduzione delle piastrine.
È ormai sicuro che l’interferenza sul sistema immunitario possa contribuire alla nascita di molte malattie autoimmuni o reumatologiche quali artrite reumatoide, crioglobulinemia, morbo di Crohn, colite ulcerativa, LES e alcuni casi di diabete e sindrome di Cushing.
La presenza di una reazione avversa a un cibo, non determina solo malattie ma anche condizioni disturbate nel soggetto sano; se infatti parliamo di sovrappeso, di stanchezza cronica e di performance muscolare sportiva, ci riferiamo a condizioni non necessariamente patologiche, ma in cui il controllo dell’ipersensibilità alimentare può portare a sensibili e importanti miglioramenti. Questo è stato confermato da studi che ormai legano infiammazione immunologica, insulinoresistenza e produzione di determinate adipochine.
In genere, comunque, qualsiasi disturbo con componente infiammatoria cronica di cui non si riesca a comprendere l’origine, dovrebbe far pensare anche a un’ipersensibilità alimentare nascosta. Quando un disturbo può essere causato (del tutto o in parte) da un’ipersensibilità alimentare, questo significa che è possibile guarire (o contribuire a migliorare) quel disturbo anche con una semplice dieta, una volta che sia stata compresa l’esistenza di una infiammazione da cibo e che siano stati identificati i cibi verso cui si è avuta una reazione anticorpale. Recuperare la tolleranza alimentare e guarire le intolleranze cambia davvero la vita.
QUALI SONO LE CAUSE CHE GENERANO LE INTOLLERANZE ALIMENTARI?
I fenomeni di intolleranza alimentare (o ipersensibilità) sono quindi dovuti a una specie di fenomeno di accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo, e sono quindi differenti da quelli tipici delle allergie alimentari, in cui la risposta patologica si evidenzia nel giro di minuti dalla ingestione del cibo responsabile.
È molto importante conoscere l’esistenza di questo fenomeno, perché gli effetti delle intolleranze alimentari sull’organismo sono effetti di tipo subclinico, cioè non immediatamente evidente, ma che giorno dopo giorno provocano la crescita di fatti infiammatori, che determinano malattie sicuramente impegnative.
